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Food&Wine

10 ristoranti dove andare a caccia del diamante delle Langhe per la fiera del tartufo bianco d’Alba

Dall’11 ottobre all’8 dicembre si tiene la 95° fiera del tartufo bianco ad Alba, il momento migliore per andare alla scoperta delle eccellenze del territorio piemontese

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L’autunno è il periodo dell’anno in cui tra le colline delle Langhe si sentono parlare più lingue che sulla Torre di Babele, americano e giapponese, francese e coreano. Non solo per le strade di Alba, ma anche in cittadine da un migliaio di abitanti o giù di lì come Treiso, Isola d’Asti o Santo Stefano di Belbo, a  ottobre e novembre si riversano centinaia e centinaia di turisti.

Convergono tutti qui da ogni angolo del mondo a caccia del tartufo bianco, il diamante d’Alba considerato tra i tesori più preziosi della gastronomia internazionale per il prezzo che si aggira attorno ai 3mila euro al chilo. Anche se il dato lascia il tempo che trova perché, come mai se ne mangerebbe a chili proprio come il caviale. A differenza delle uova degli storioni che si allevano, il tartufo bianco è ancora più raro e richiesto perché non si può coltivare ma cresce solo spontaneo in natura, a differenza delle varietà nere.

Egg pasta dish, typical Italian, with fine white truffle grated on top. Concept of: gourmet cuisine, truffles, Italian pasta, fine dishes.
Egg pasta dish, typical Italian, with fine white truffle grated on top. Concept of: gourmet cuisine, truffles, Italian pasta, fine dishes.

Il Tuber magnatum pico, nonostante l’assonanza del nome botanico con la famiglia di tuberi, patate e radici, è in realtà un fungo ipogeo, che cresce sotto terra spontaneamente in un favorevole ambiente appenninico, di solito alla base di alberi come noccioli, pioppi, querce, salici e tigli. Per legge lo si può, p meglio possono solo i trifulau autorizzati, raccogliere a partire dal capodanno del Tartufo, il 21 settembre, fino a tutto gennaio. Ma in realtà il periodo caldo coincide non a caso con quello Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, che per la 95° edizione va dall’11 ottobre all’8 dicembre, con l’Immacolata che chiude la stagione come da tradizione. 

10 ristoranti  dove andare a caccia del diamante delle Langhe per la fiera del tartufo bianco d’Alba

La Fiera mercato, negli anni, si è allargata a una ricca proposta di corsi ed experience, che va dai laboratori per bambini ai tasting e showcooking con chef stellati. Ma tutto intorno alla manifestazione c’è un universo da scoprire.Anche se un giro per i boschi è davvero un’esperienza da provare almeno una volta nella vita e dà all’assaggio un gusto ancora più particolare. Ecco qualche dritta per andar a caccia del tartufo bianco comodamente seduti a un tavolo apparecchiato, dai tristellati agli indirizzi più intimi e defilati.  

Antica Corona Reale

via Fossano 13 - Cervere

«Una piccola follia», commenta in chiosa la Michelin tributandole due stelle, ma ne vale la pena per questo ristorante storico dove la cucina nobile piemontese è elevata al quadrato. Per l’atmosfera ma soprattutto per la cucina di Gian Piero Vivalda, famiglia che gestisce il locale da esattamente 210 anni. 

Campamac

strada Giro della Valle 1 - Barbaresco

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In dialetto piemontese Campamac signi?ca letteralmente «mettine ancora, dacci dentro» ed è il modo in cui dà la carica alla sua squadra Maurilio Garola. Chef di una star delle Langhe come la Ciau del Tornavento, voluto al proprio fianco da Paolo Dalla Mora, manager friulano con la ristorazione nel Dna che, dopo aver girato il mondo, si è fermato qui per amore. Ma a Barbaresco ha continuato ad andare a mille giri, prima con Engine, gin organico nella lattina di benzina anni 70, ora con il bitter e i vermouth Strucchi. 

Enoclub

piazza Michele Ferrero 4 - Alba 

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Punto di riferimento per locali e turisti si trova sotto i portici della centralissima piazza dedicata al fondatore dell’impero della Nutella, dove campeggia la scultura gigante Alba di Valerio Berruti. Curato e ricercato il ristorante Enoclub al piano inferiore, più snella e dinamica, ma sempre curata la proposta del bar sopra. 

Guido da Costigliole

strada provinciale 51 - Santo Stefano Belbo 

Dove è stato fondato il monastero cistercense secentesco di San Maurizio oggi sorge un relais cinque stelle. Un’oasi di pace, serenità e riservatezza circondata da un parco secolare di corbezzoli e ulivi centenari, abeti, larici, faggi e querce. Guido da Costigliole è il ristorante stellato della struttura, Origini il bistrot. Da provare il vitello tonnato secondo la ricetta tradizionale e gli agnolotti al sugo di arrosto di Lidia, ma meritano anche la faraona e il pollo ruspante per due. 

Il cascinalenuovo

strada statale 231 Asti/Alba 15 - Isola d’Asti 

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Una certezza dal 1985 con Walter Ferretto in cucina e il fratello Roberto in sala e alla guida della ben fornita cantina. Un indirizzo raffinato e rilassato al limitar tra Langhe e Monferrato. Tutto il repertorio della cucina piemontese, dal plin nel tovagliolo alla millefoglie di lingua, rivisitata e menù ad hoc per il tartufo con stanze per fermarsi e piscina per la bella stagione. 

La Ciau del Tornavento

piazza Baracco 7 - Treiso

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Treiso conta non più di settecento anime, ma ospita questa stella del firmamento delle Langhe dello chef patron Maurilio Garola. Cucina stellata, sala rilassata, ma La Ciau, la chiave del tesoro richiamata nel nome è soprattutto quella della cantina: oltre 65mila bottiglie provenienti da tutto il mondo. Il ristorante sorge nell’ex asilo e negli spazi del vecchio ufficio postale è sorta la piccola e accogliente Locanda del Tornavento. 

La Piola

piazza Risorgimento 4 - Alba

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Oltre al Duomo affidato a Enrico Crippa, la famiglia Ceretto propone anche un ristorante per tutti i giorni, come dice il nome. La Piola in dialetto piemontese è infatti l’osteria di paese, dove si trova conforto in ricette familiari quanto l’atmosfera che si respira. Si va in piola per stare bene insieme davanti a un bel piatto di bagna cauda, finanziera, bollito misto e tutto quel che si trova scritto sulla lavagna giorno per giorno. 

La Rei Natura

via Roddino 21 – Serralunga D’Alba

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È il ristorante stellato del resort Boscareto aperto dalla famiglia Dogliani nel 2009. Due anni fa è protagonsta di un attenta ristrutturazione. Il nome è una precisa dichiarazione d’intenti dello chef Michelangelo Mammoliti a parlare la lingua della natura modulata sugli accenti originali del territorio con un rispetto infinito degli elementi vegetali. Vale per La Rei Natura come per il più informale Sunsì Bistrot con vista sui vigneti.

Piazza Duomo 

piazza Risorgimento 4 - Alba

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Il regno di Enrico Crippa si trova al piano nobile di un palazzo secentesco che si affaccia sulla piazza centrale di Alba. Tra le rilassanti pareti rosa del Duomo si può vivere un’esperienza da molte prospettive, dal menù degustazione tristellato alle esperienze esclusive dello Studio+, spazio di dialogo a tu per tu con lo chef e il suo estro creativo.  

Visione 

strada Nicolini Basso 34 - Tre stelle, Barbaresco 

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La Visione è quella dell'ampia vetrata dove lo sguardo è libero di vagare sulle colline delle Langhe. Ma è anche quella che guida il ristorante fine dining, che gioca con la memoria attraverso stimolazioni originali come l’Uovo Fritto, spuma di patata affumicata. V per Visione è poi anche uno dei signature cocktail a base di Grappa bianca di Barbaresco, vermouth bianco al cardo gobbo, sciroppo di nocciole Piemonte, crema di pere Madernassa, Barbaresco, albume. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 02/10/2025 12:35
Ultimo aggiornamento: 02/10/2025 12:36
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