Il mercato obbligazionario di questo mercoledì segna una seduta caratterizzata dai volumi contenuti. Negli Usa i Treasury rimangono l’appeal degli investitori dopo il secondo fallimento del presidente Donald Trump di abrogare l’Obamacare, destando dubbi sulla sua capacità d rispettare gli impegni previsti dall’agenda politica. Questo, insieme ai recenti dati macro statunitensi deludenti, crea preoccupazioni in merito all’intenzione della Fed di procedere ad un nuovo aumento dei tassi d’interesse. Il tasso decennale Usa sale e arriva al 2,266%. In l’Europa l’obbligazionario risulta abbastanza stabile in attesa del meeting della Bce di domani, giovedì 20 luglio. Molti esperti ritengono che il presidente Mario Draghi sarà prudente, per evitare di creare forti conseguenze sull’obbligazionario e sull’euro che potrebbero a loro volta intaccare l’economia dell’eurozona già debole. Draghi ritiene che l’eliminazione del Qe dovrà avvenire in maniera graduale poiché l’inflazione non ha raggiunto il livello prefissato (intorno al 2%) e l’economia necessita ancora di uno stimolo monetario. Secondo gli esperti, i primi interventi tesi alla riduzione della politica accomodante saranno annunciati nel meeting di settembre per poi essere implementati con l’inizio del 2018. Ulteriore evento sul calendario di giovedì è l’annuncio del tasso d’interessa da parte della Banca Centrale del Giappone. Le aspettative non sono positive, gli esperti reputano che la Boj non sarà in grado di seguire lo stesso percorso di riduzione dello stimolo monetario intrapreso dalle altre banche centrali. (riproduzione riservata)