La vittoria di Macron al primo turno delle presidenziali francesi e l’elevata probabilità di una sua affermazione anche al ballottaggio continuano ad essere i movers principali del mercato obbligazionario in attesa delle aste infrasettimanali. Infatti proseguono le vendite di titoli core, con il bund decennale che tratta con un rendimento dello 0,39% (+5,4 pb) mentre il T-bond a 10 anni torna a scambiare ad un tasso del 2,3% dopo due settimane. Le minori incertezze generate dal risultato delle elezioni francesi sembrano pesare di più rispetto ai rischi geopolitici provocati dalla querelle fra Corea del Nord e Stati Uniti, che è ritornata agli onori delle cronache: gli Usa non escluderebbero raid in caso di un nuovo test nucleare, stamani un sottomarino americano è arrivato in Corea del Sud mentre fonti sostengono che, durante le celebrazioni odierne, a Pyongyang sia stata effettuata un’esercitazione con proiettili da combattimento. In caso di escalation improvvisa della violenza, i mercati obbligazionari subirebbero un immediato cambiamento del trend ribassista sui titoli core seguito alle elezioni francesi. Invece, fra i bond periferici, si osserva uno storno, con Oat e Btp in calo. In attesa dell’asta di giovedì, che offre Buoni a 5 e 10 anni per un controvalore di 5,25 miliardi, il decennale scambia al 2,261% (+7,7 pb), ritornando ai livelli ante-elezioni, tuttavia le contemporanee vendite sui Bund mantengono lo spread fra i due titoli ben al di sotto dei 190 punti. Nel breve termine, oltre che sulla questione coreana, il focus degli investitori si sposta sul meeting di giovedì della Bce: anche se non si attendono modifiche sulla politica monetaria, la view generale di Draghi potrebbe subire un miglioramento grazie al successo di Macron. (riproduzione riservata)