Lunedì volatile sul fronte del mercato obbligazionario italiano con lo spread Btp/Bund in espansione a 320,662 punti base in chiusura, dopo che le vendite sui titoli italiani hanno accelerato in occasione della conferenza stampa post-Eurogruppo del ministro delle Finanze, Giovanni Tria. I timori degli investitori si stanno stabilizzando in attesa di mercoledì 21 novembre quando la Commissione Europea prenderà la decisione finale sulla legge di Bilancio 2019 italiana. “È altamente probabile che, avendo ripresentato la manovra senza modifiche richieste dall’Europa”, l’esecutivo di Roma abbia “ implicitamente accettato che i rendimenti dei titoli di Stato possano salire ulteriormente e peggiorare radicalmente lo spread”, commenta Vincent-Fre'de'ric Mivelaz, analista di Swissquote.
Secondo l’esperto, il verificarsi dello scenario peggiore sarà “ indissolubilmente legato all’eventuale decisione di applicare sanzioni nella misura dello 0,2% del Pil nonché di escludere l’Italia dall’accesso ai fondi europei”.
Inoltre, oggi si pone particolare attenzione agli esiti del collocamento dei Btp Italia presso gli investitori retail, che per ora non ha ottenuto elevate richieste. Un operatore a MF-Down Jones ha sottolineato che stavolta il Tesoro ha fissato una cedola minima garantita pari all’1,45%, superiore rispetto alle stime degli analisti (1,30%), per evitare di alzare i tassi successivamente per raccogliere domanda, come fatto per l’ultima emissione. Nella precedente emissione di maggio 2018 il Mef aveva raccolto 7,7 miliardi, di cui una metà circa dal retail. Questa, infatti, è la quattordicesima edizione del titolo di Stato indicizzato all'inflazione italiana (senza i tabacchi).