Seduta debole per l'obbligazionario italiano con il differenziale tra Btp e Bund che ha chiuso in allargamento a causa di un insieme di fattori: le prese di profitto dopo il rally della settimana appena conclusa, l'avvicinamento all'asta da oltre 7 miliardi di euro prevista per la giornata di mercoledì, il giudizio di Moody's sul rating venerdì e infine le incertezze legate all'accentuarsi delle tensioni nel governo Conte con le difficoltà di Lega e Movimento Cinque Stelle nel trovare un accordo sulla Tav Torino-Lione. Lo spread con il decennale tedesco è tornato verso quota 250 punti base, dopo aver toccato un minimo di 240 pb a seguito della riunione della Bce di giovedì scorso. In particolare il differenziale si è attestato a 249,647 pb rispetto ai 242,501 della chiusura di venerdì scorso. Nel più ampio panorama del mercato obbligazionario europeo, il sentiment generale degli investitori probabilmente sarà guidato da due temi, ovvero le evoluzioni delle trattative commerciali tra Washington e Pechino e la Brexit. Sulla questione dell'uscita di Londra dall'Ue, una sconfitta del governo meno pronunciata rispetto a gennaio, nel voto di domani in Parlamento, potrebbe aumentare le chance di una Brexit ordinata e il conseguente miglioramento del sentiment che spingerebbe i tassi al rialzo. Al contrario, una sconfitta significativa del governo May innescherebbe un’ulteriore discesa del rendimento del Bund verso lo 0% o addirittura in negativo. Al momento, il Bund decennale tratta allo 0,065% in seguito al taglio della Bce delle stime di crescita e inflazione per il 2019, alla posticipazione del primo possibile rialzo dei tassi d'interesse alla fine dell'anno e all’annuncio del nuovo Tltro.