I rendimenti obbligazionari sono in salita nell'Eurozona, con il miglioramento della propensione al rischio e le aspettative sugli stimoli monetari della Bce che si stanno limitando. Nel frattempo, la notizia dei nuovi colloqui commerciali tra Usa e Cina dovrebbe portare ad un aumento delle vendite sul mercato obbligazionario europeo anche se, il calo degli ordini all'industria tedesca (- 5,6% su base annuale a luglio), impatterà negativamente sulla crescita dell’eurozona, già debole.
Il mercato si attende che la Bce annunci la ripartenza del Quantitative Easing nella prossima riunione del 12 settembre. Gli analisti hanno ridotto le proprie aspettative sulla portata degli acquisti netti a 30 miliardi di euro al mese di asset, in seguito allo scetticismo mostrato da alcuni dei banchieri centrali più neutrali. Gli esperti non escludono che la Bce possa optare per un taglio da 20 pb del tasso di deposito, in sostituzione al nuovo Qe: un taglio più significativo avrebbe l’effetto positivo di indebolire ulteriormente l’euro, aiutando la ripresa economica. A livello italiano, nel giorno del giuramento del nuovo governo Conte, lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 149,219 punti base, indebolito dalle prese di profitto dopo l’impressionante rally delle ultime sedute.
L’obbligazionario italiano, inoltre, rimane in attesa del giudizio di Moody’s sul rating dell'Italia, ad oggi 'Baa3', in arrivo venerdì a mercati chiusi. Non si prevede un taglio del giudizio sul debito sovrano a seguito della diminuzione del rischio politico ed alla stima del deficit 2019 che non dovrebbe superare il 2% del Pil. Il miglioramento della situazione politica ha inoltre ha contribuito a diminuire sensibilmente i costi di finanziamento del Paese.