I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona sono in discesa, dopo i significativi rialzi della scorsa settimana.
Il debole outlook sulla crescita globale implica che, secondo gli analisti, i sell-off sui titoli di Stato come quello visto la scorsa settimana non saranno di lunga durata. I bond sovrani sono, da mesi, sostenuti dalle debole prospettive di crescita globali, che alimentano la domanda di beni rifugio. Il rendimento del Bund tedesco scende di due pb al -0,46%, mentre lo spread Btp/Bund chiude in lieve contrazione a 137,075 pb.
A pesare sul sentiment di mercato è il raggiungimento parziale di un accordo commerciale, tra Usa e Cina, che non sembra in grado di offrire una soluzione definitiva al tema dazi.
L'accordo provvisorio ha reso possibile una sospensione dell'incremento dei dazi previsto per il 15 ottobre ma non di quello di metà dicembre. Infatti alcune delle questioni più delicate, quali l'inserimento di alcune aziende cinesi in una lista nera da parte degli Usa e le possibili limitazioni degli investimenti americani in titoli azionari cinesi, non sono state trattate e non sembrano essere all'ordine del giorno delle prossime riunioni.
I tassi dell’obbligazionario europeo saranno guidati dalle deludenti prospettive economiche globali, piuttosto che non il parziale accordo commerciale Usa-Cina. Gli esperti esprimono perplessità sulle reali capacità della Bce di mettere in campo nuovi stimoli a sostegno dei titoli di stato (i rendimenti del Bund hanno raggiunto il massimo livello da luglio). Le ultime indiscrezioni di stampa rivelano che il futuro presidente della Bce, Lagarde, sarà propensa a modificare le regole del capital key, adattandole al fine di continuare ad acquistare Bund tedeschi per più di un anno.