I rendimenti obbligazionari dell'area euro chiudono in calo a causa della preoccupazione che la morte del leader militare iraniano Qassem Soleimani, ucciso da un raid americano, possa dare il via a un'escalation verso un conflitto aperto tra Usa e Iran.
Il rendimento del Bund tedesco è sceso di sei punti base a -0,29%, mentre lo spread Btp/Bund ha chiuso poco mosso a 162,874 punti base.
La notizia di un attacco aereo da parte degli Usa in Iraq, infatti, ha turbato l’atteggiamento di tranquillità ed il clima di ottimismo che hanno contraddistinto la giornata di ieri. L'attacco, ordinato da Trump stesso, ha fatto ritornare alla mente degli operatori i rischi geopolitici in Medio Oriente, che erano scomparsi un po' dai radar dopo l'attentato ai pozzi in Arabia dello scorso settembre.
Gli analisti ora temono lo scoppio di una nuova guerra in Medio Oriente non solo in grado di destabilizzare l’intera regione, coinvolgendo altri Paesi ma causando il rallentamento pari allo 0,5% della crescita del Pil globale. Nel frattempo, sul fronte macro, gli indici Pmi manifatturieri dell'Eurozona diffusi ieri hanno sorpreso negativamente il mercato, dimostrando che la recessione nel settore industriale è tutt'altro che finita.
I dati di oggi mostrano che le condizioni monetarie sono probabilmente troppo accomodanti perchè si verifichi una recessione generalizzata, ma segnalano solo una ripresa marginale nel corso del 2020. Al contempo, i tassi di crescita dei prestiti a novembre dipingono un quadro simile. In dettaglio, sebbene le condizioni di finanziamento rimangano favorevoli, la crescita annuale dei prestiti alle imprese mostrano come la recessione industriale e la riduzione delle scorte stiano impattando negativamente sulla propensione agli investimenti.