Lo spread Btp/Bund ha terminato le contrattazioni in allargamento a 161,956 punti base, con il rendimento del decennale italiano in aumento di 11 punti base, per via delle tensioni politiche legate alla riforma del Mes. Il tasso del Bund tedesco, invece, è cresciuto di 8 punti base a -0,28. Il premier Giuseppe Conte ha puntualizzato che le accuse mosse dalla Lega nei suoi confronti, ovvero di aver condotto una trattativa segreta sul Mes, sono false. I ministri del Carroccio, che sedevano nell'esecutivo del primo governo Conte, erano perfettamente a conoscenza dell'avanzamento dei negoziati sulla riforma del fondo salva-Stati e non hanno mai avanzato alcuna obiezione. Il presidente del consiglio ha, inoltre, puntualizzato che la riforma del Mes, porterà dei vantaggi all'Italia in quanto rappresenta un'assicurazione contro il rischio contagio possibile in caso di crisi. Nel frattempo, sul fronte della politica monetaria, il neo presidente della Bce, Christine Lagarde, durante l’audizione al Parlamento europeo ha evidenziato come l'atteggiamento accomodante della Banca sia stato un fattore chiave della domanda interna durante la ripresa e tale atteggiamento rimane in vigore. Come indicato nella forward guidance, la politica monetaria continuerà ad avere come obbiettivo quello di preservare la stabilità dei prezzi. Alcuni analisti prevedono che la Banca centrale europea manterrà i suoi tassi di interesse di riferimento fermi nel 2020. Sebbene non sia escluso che la Bce possa optare per un altro taglio di 10 punti base, una riduzione del costo del denaro non porterebbe grandi effetti positivi. Di conseguenza la Banca centrale europea si concentrerà maggiormente sulla forward guidance, sulla ripresa del quantitative easing e sulle Tltro.