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Tensioni catalane pesano sul mercato

02 ottobre 2017, 18:00 Ultimo aggiornamento: 18:24

Milano Finanza Intelligence Unit

Il mercato obbligazionario italiano apre la settimana con una seduta debole, in linea con i periferici della zona euro. A pesare sono le tensioni legate al referendum indipendentista della Catalogna, svoltosi ieri e a cui hanno partecipato 2,26 milioni di persone (circa il 42%), nonostante una violenta repressione da parte della polizia. Le forze dell’ordine, infatti, sono intervenute con manganelli e proiettili di gomma, ma non sono riuscite a impedire il voto catalano. Circa il 90% dei votanti si sarebbe espresso a favore dell’indipendenza da Madrid, quindi i leader catalani potrebbero procedere con una dichiarazione di indipendenza unilaterale dal governo centrale spagnolo. Secondo gli esperti, tuttavia, il mercato al momento non prezza un rischio di scissione. La Spagna vede un allargamento, in termini di spread, con la Germania, ma senza “panic-selling”. Gli analisti ritengono che, se una situazione simile si fosse verificata in Italia, il differenziale con la carta tedesca sarebbe aumentato maggiormente, a causa dell’elevato debito pubblico italiano. Inoltre, Spagna e Portogallo stanno procedendo più rapidamente sulla strada delle riforme, quindi le reazioni sui mercati non sono state eccessivamente scomposte. Lo spread Btp/Bund sul tratto decennale scambia, questo lunedì, a 168,49 pb. Il rendimento italiano a dieci anni sale al 2,156%, dal 2,111% precedente, mentre il corrispondente benchmark tedesco scende allo 0,451%, dallo 0,464% di venerdì. Il mercato si concentra anche sui dati macro: il Pmi manifatturiero dell’Eurozona di settembre ha registrato un buon risultato a 58,1 punti. Tale indice è stato pubblicato anche negli Usa, attestandosi a 53,1 punti. Il tasso dei Treasury decennali è in calo al 2,3265%, dal 2,3408% di apertura. (riproduzione riservata)



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