Dopo un’apertura prudente, è tornata ad intensificarsi la pressione sul mercato obbligazionario italiano, in vista del giudizio della società di rating Fitch sul merito creditizio italiano, atteso a mercati chiusi.
Seduta di sofferenza, quindi, per lo spread Btp/Bund che chiude in allargamento a 272,889 punti base rispetto ai 267,666 pb della chiusura di ieri.
Lo scorso agosto, quando le prospettive di crescita italiane e globali erano nettamente migliori, Fitch ha posto l'outlook in negativo sul debito dell’Italia, facendo presagire un taglio del giudizio nell’arco di uno o due anni. Ora che la situazione economica è addirittura peggiorata, una riduzione immediata del rating del Bel Paese è molto più che probabile. Non è però da escludere un atteggiamento più prudente di Fitch, in attesa di dati effettivi sulla crescita nel 2019.
In sintesi i possibili scenari sono tre: la possibilità che il rating rimanga invariato con outlook negativo; il taglio di un notch con outlook stabile o la conferma con conversione dell'outlook in “negative watch”, facendo percepire come più vicino e probabile un possibile downgrade.
Se davvero Fitch dovesse tagliare il rating a 'BBB-' con outlook stabile, si allineerebbe a Moody's, e il rischio che lo spread ritorni in area 300 pb sarebbe amplificato.
Nel frattempo, per quanto riguarda il mercato primario, il Tesoro ha collocato 2,25 miliardi di euro di Ctz al 2020 e 1,25 miliardi di euro di Btpei al 2023 e al 2032. Essendo nell'imminenza del giudizio di Fitch, il contesto non era dei migliori, tuttavia, vista la buona domanda registrata, i risultati ottenuti sono stati incoraggianti.