Continua la tensione sul mercato obbligazionario italiano, con lo spread Btp/Bund che tratta in deciso allargamento a 186,905 punti base rispetto ai 177,393 della precedente chiusura. Deciso aumento dei rendimenti dei titoli di stato italiani, con il decennale che oggi rende il 2,323% rispetto al 2,240% dello scorso venerdì. Tensione anche sulle scadenze più brevi, con il titolo a 2 anni che ripaga lo 0,085% rispetto al precedente +0,012% (si tratta di un rialzo del 610,83%). In giornata il Tesoro italiano ha collocato nuovi titoli con rendimenti in aumento: 2,75 miliardi di bond a 5 anni allo 0,92% (precedente 0,54%), 4 miliardi di bond a 10 anni al 2,37% e 2,25 miliardi di Ccteu a 7 anni allo 0,73% (precedente 0,58%). Il tasso di copertura non pienamente soddisfacente delle nuove emissioni potrebbe significare che le spinte inflative non sono ancora terminate, con gli investitori che preferiscono attendere un rialzo più consistente dei rendimenti. Situazione differente sul panorama americano, con i Treasury che viaggiano sostanzialmente poco mossi dopo gli ultimi provvedimenti sull’immigrazione messi in atto da Donald Trump. Il Treasury Note decennale rende oggi il 2,483% rispetto al 2,481% della chiusura precedente. Nel frattempo, sul fronte macroeconomico, l’inflazione tedesca torna a salire registrando a gennaio un tendenziale +1,9%, l’incremento più consistente dal luglio 2013 (consenso 2%). Questo dato alimenterà nuove richieste di ritiro delle misure anticonvenzionali di allentamento monetario attuate dall’Istituto di Francoforte, le quali vedono nel Qe l’elemento cardine. E’ molto probabile che la perdita di potere d’acquisto da parte dei risparmiatori tedeschi metterà in discussione la fattibilità del Qe nel corso dei prossimi incontri della Bce. (riproduzione riservata)