Il rendimento del decennale tedesco, poco mosso al -0,08%, continua a trattare in un range piuttosto ristretto dopo che stamani la Germania ha collocato 2,437 mld di euro di Bund al 2029 a un tasso medio del -0,07%, dallo 0,02% dell’ultima emissione. La domanda, nonostante il rendimento in asta che ha toccato il minimo dal settembre 2016, è stata solida con richieste pari a 4,285 mld di euro e un rapporto bid-to-cover di 1,8. Ad alimentarla hanno contribuito i timori dei giorni scorsi relativi allo scontro commerciale tra Cina e Stati Uniti con gli investitori che, di conseguenza, hanno cercato rifugio nei titoli di Stato tedeschi. Tuttavia, gli operatori rimangono più ottimisti riguardo al raggiungimento di un accordo tra i due Paesi, dopo che ieri Donald Trump ha deciso di concedere una licenza temporanea (90 giorni) a Huawei per le esportazioni statunitensi. Inoltre, l’ambasciatore cinese negli Usa, Cui Tiankai, ha dichiarato che Pechino è pronta a riprendere i negoziati con Washington, anche se al momento non c’è alcun incontro in agenda, come sottolineato oggi dal Segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin. Tutto questo sta accadendo mentre l’ultimo piano della prima ministra Theresa May per ottenere l’approvazione del suo accordo Brexit sembra essere al capolinea: la reazione da parte di tutti gli schieramenti politici britannici è stata di forte rifiuto e la conseguenza immediata potrebbe essere la caduta di May. Ovviamente questa non è una buona notizia per i mercati, soprattutto perché il suo successore rischia di essere un euroscettico con un maggiore appetito per una Brexit no-deal. Sul fronte italiano, la mancanza di novità a livello politico tiene lo spread Btp/Bund poco mosso (chiusura a 273,773 punti base).