Le trattative tra PD e M5S sembrano a un passo dall’andare in porto e l’obbligazionario italiano festeggia. La formazione di un esecutivo da parte dei due partiti risparmierebbe all’Italia un voto anticipato a ottobre, periodo che coinciderebbe con le discussioni tra Roma e Bruxelles sul deficit di bilancio 2020. Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso brevemente sotto la soglia psicologica dell’1%, toccando lo 0,98%; il precedente minimo, segnato nell’agosto 2016, era dell’1,04%. Il costo di finanziamento del titolo decennale tratta ora all’1,05%, in calo di 8 pb dalla giornata di ieri. Anche lo spread Btp/Bund ha accelerato al ribasso, per poi chiudere in netta contrazione a 174,31 pb. Secondo gli esperti, questa sera il presidente della Repubblica affiderà il mandato a Giuseppe Conte; tuttavia, ci sono ancora alcuni ostacoli da superare nelle trattative. Pesano in particolare il nodo relativo al ruolo di Luigi Di Maio, che pretenderebbe per sé la poltrona di vicepremier, e l’incognita del voto sulla piattaforma Rousseau, lanciata ieri sera dallo stesso leader del M5S per raccogliere i pareri degli iscritti sulla proposta di progetto di governo. L’andamento dei colloqui ha aiutato anche l’asta di Bot a sei mesi: il Tesoro ha collocato tutti i 6 miliardi in asta, con rendimenti in calo a -0,217% e con una domanda per circa 8 miliardi. Sempre sul fronte primario, la Germania ha emesso 2,336 miliardi di euro di Bund a 10 anni; il rendimento è sceso sul minimo record al -0,70%, dal -0,41% del 31 luglio. Dopo tre aste tecnicamente scoperte a causa dei rendimenti negativi offerti, il collocamento di oggi ha registrato una domanda di quasi 4,5 miliardi di euro, a fronte dei 3 miliardi offerti dal Tesoro di Berlino.