Altra seduta di correzione per il mercato dei titoli pubblici italiani questo giovedì, con prese di profitto dopo il recente rally che aveva spinto rendimenti e spread decennale sulla Germana ai minimi da circa un anno, in scia all’accomodante verdetto della Bce di due settimane fa e dell’inatteso upgrade di S&P. Il tasso del Btp a dieci anni è pari all’1,818%, in risalita dall’1,746% della chiusura di ieri, dopo aver toccato nelle ultime giornate quota 1,70%, minimo da circa un anno. Il Bund sul decennale rende lo 0,381%, in aumento rispetto allo 0,326% del dato precedente. Il differenziale tra i bond italiani e tedeschi è in rialzo a 143,64 punti base, dopo avere aperto a 141,15pb, rimbalzando dai recenti minimi a 136, ma restando comunque sotto a 155, livello precedente al consiglio Bce. Secondo gli analisti, lo spread si sta allargando probabilmente a causa della tensione legata agli npl. In seguito alle critiche piovute, il numero uno della vigilanza Bce Danielle Nouy ha aperto alla possibilità di rinviare l’introduzione delle nuove regole sui crediti deteriorati, se non si potrà analizzare tutti i feedback ricevuti entro marzo. Nonostante il calo, la carta italiana riesce a sovraperformare i titoli spagnoli: il differenziale Btp/Bonos sul tratto decennale si attesta a 26pb, minimo da settembre 2016, in diminuzione rispetto ai 72 di giugno, massimo da inizio 2012. Sul fronte della politica monetaria, secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto di Francoforte, l’inflazione è in graduale ascesa ma in ribasso a inizio 2018; nell’Eurozona l’attività economica continua l’espansione solida e generalizzata e i rischi per le prospettive di crescita restano bilanciati, ma rimane comunque necessario un ampio stimolo monetario. (riproduzione riservata)