Mercati finanziari piuttosto deboli dopo la pubblicazione dei risultati finali di marzo riguardanti l’indice Pmi composito dell’Eurozona. Il dato non è per niente confortante, poiché è crollato a 29,7 punti (dai 51,6 di febbraio) e si è attestato sotto il consenso degli economisti. Stessa sorte per l’indice relativo al settore dei servizi, precipitato a 26,4 punti rispetto i 52,6 del mese precedente e al di sotto delle stime degli esperti. Gli analisti prevedono che l’economia sopporterà una contrazione anche peggiore nel prossimo futuro, dato che il settore terziario è stato messo sotto pressione dall’emergenza causata dal Covid-19, con le attività legate ai viaggi, turismo e ristorazione colpite dalle misure restrittive utili al contenimento del virus.
A livello italiano la situazione è altamente deficitaria. Il settore dei servizi ha subìto un tracollo vertiginoso a causa del blocco delle attività non essenziali imposto dal Governo, passato dai 52,1 di febbraio ai 17,4 di marzo. L’indice composito per servizi e manifattura tocca il minimo storico, a quota 20,2. Il pessimo risultato a livello macroeconomico danneggia lo spread BTP/Bund, con il differenziale in lieve rialzo a 196,6 punti base. Il decennale italiano, in questo momento, rende l’1,54%.
Vengono delineate le prime caratteristiche dello strumento SURE. Si tratta di un sistema prestiti che può arrivare fino a 100 miliardi, con l’intento di integrare gli sforzi nazionali per contenere il Covid-19 e che coprirà parte dell’aumento della spesa pubblica dedicata al mantenimento dei lavoratori. Il fondo si finanzierà con l’emissione di titoli garantiti dagli Stati membri, che dovranno offrire coperture per almeno 25 miliardi di euro.