Lo spread Btp/Bund è tornato ad allargarsi trattando ora a 183,302 bps. Il rendimento del titolo italiano a 10 anni è infatti in netto rialzo al 2,13%, mentre quello tedesco è in lieve ribasso allo 0,31%, rientrando sempre nel range 0,1%-0,3% posto sotto osservazione. E’ come se i Btp stiano scontando una vittoria del "NO" al referendum costituzionale del 4 dicembre, ma non altri fattori come il rischio di dimissioni o di nuove elezioni. Rimane tuttavia molta incertezza sulla decisione che prenderanno gli italiani e sulle ripercussioni politiche che un'affermazione del no potrebbe avere. Dalla minute della Bce è emerso che non si è molto soddisfatti del trend rialzista dell'inflazione, essendo quindi pronti ad agire se necessario ma senza creare false aspettative sui mercati. Infine l'inflazione core dell'Eurozona è rimasta ferma allo 0,8% su base annuale a ottobre. Non si tratta di una notizia convincente per la Bce e non è possibile giudicare se il percorso di recupero della crescita dei prezzi sia sostenibile. È quindi probabile che la Banca centrale decida di estendere il QE oltre marzo 2017 durante la prossima riunione di dicembre. Nel frattempo, il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ritiene invece che un rialzo dei tassi di interesse potrebbe avvenire a breve, riflettendo la buona condizione del mercato del lavoro statunitense. Intanto, sul fronte macroeconomico dell'Eurozona, la disoccupazione francese è salita al 10% nel terzo trimestre mentre il tasso di occupazione è rimasto fermo al 64,2%. La disoccupazione rimane la sfida principale in grado di mettere in seria difficoltà l’attuale presidente Hollande, il quale aveva legato la sua ricandidatura al calo dei disoccupati. (riproduzione riservata)