I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono in calo dopo che il Fomc ha effettuato un taglio dei tassi d’interesse di 25 pb, il primo dal dicembre 2008. Il tasso del Bund tedesco rimane a un soffio dal minimo storico (aggiornato oggi al -0,466%), così come l’Oat francese; in lieve allargamento a 201,6 pb lo spread Btp/Bund. A questo scenario si aggiungono le crescenti aspettative per stimoli monetari significativi anche da parte della Bce. Infatti, l’Eurotower non ha intrapreso iniziative forti durante il meeting di una settimana fa, ma al contempo ha segnalato con decisione che introdurrà un pacchetto di misure di stimolo a settembre. La prospettiva di un taglio del tasso di deposito non dovrebbe preoccupare le banche europee, dato che gli effetti positivi sull’economia compenseranno quelli sui margini. I dati macro negativi sono un’altra forza che sta tenendo i tassi obbligazionari sui minimi. L’indice manifatturiero Pmi si è attestato nella lettura finale a 46,5, poco al di sopra della stima preliminare di 46,4 e in calo rispetto al 47,6 di giugno (il consenso Reuters si aspettava 46,4): si tratta del sesto mese consecutivo sotto quota 50 punti, lo spartiacque che separa l’espansione dalla contrazione. Venendo ai singoli Paesi, la recessione dell’industria dell’Eurozona è guidata dalla Germania, che soffre dell’ulteriore peggioramento delle condizioni del settore automobilistico e del calo della domanda globale di attrezzature aziendali. Tuttavia, la produzione industriale sta diminuendo anche in Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Austria e Grecia, e si sta avvicinando ai livelli di stallo nei Paesi Bassi; a pesare sono le tensioni commerciali, le incertezze sulla Brexit e il rallentamento dell’economia cinese.