I rendimenti obbligazionari nell’Eurozona continuano a trattare poco mossi (tasso del Bund decennale al -0,67%) dopo la pubblicazione dell’indice Ifo tedesco, che ha evidenziato un ulteriore peggioramento della fiducia economica tra le imprese in Germania. Infatti, esso si è attestato a 94,3 punti ad agosto, in discesa rispetto ai 95,7 di luglio e sotto le stime del consenso degli economisti contattati dal Wall Street Journal, che si attendevano una lettura a 95,1 punti. L’indicatore sul sentiment in Germania è ai minimi da novembre 2012, e le aziende sono sempre meno soddisfatte della condizione attuale del loro business: a pesare è il contesto di rallentamento economico globale, che frena l’export tedesco, e la guerra sui dazi tra Stati Uniti e Cina. Fortunatamente per gli investitori, le speculazioni sul fatto che il rallentamento dell’economia possa portare il governo di Berlino a varare stimoli fiscali stanno evitando nuovi cali sui minimi dell’obbligazionario tedesco. Nel frattempo, lo spread Btp/Bund ha chiuso in lieve allargamento a 200,28 pb, in attesa dell’esito dell’ultimo giorno di trattative tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle per la formazione di un nuovo esecutivo in Italia. Il mercato sta aspettando con cautela l’esito dei negoziati tra i due partiti politici, sperando in un governo giallo-rosso (che sarebbe più filoeuropeo). Sul fronte macro, non sono arrivate buone notizie dalle stime Ocse, le quali rivelano che nel secondo trimestre del 2019 il Pil nell’area Euro rallenta e cresce dello 0,5%, contro il +0,6% del trimestre precedente. Con riferimento al nostro Paese, si è registrata (sempre nel secondo trimestre) una crescita pari allo zero per cento (era +0,1% nei primi tre mesi dell’anno).