I tassi obbligazionari europei sono rimasti stabili, dopo che dall'indice Ifo di novembre non è arrivato nessun nuovo peggioramento, un nuovo segnale di stabilizzazione per la travagliata economia tedesca.
Tuttavia, la debolezza delle aspettative e del settore manifatturiero permangono e ricordano al mercato che la Germania non è ancora fuori pericolo.
Il rendimento del Bund decennale è rimasto poco mosso a -0,35%, mentre lo spread Btp/Bund chiude in contrazione a 149,757 punti base, nei pressi del livello su cui si è stabilizzato dopo la fase di volatilità di metà novembre.
L'indice Ifo tedesco è aumentato leggermente a novembre, attestandosi a quota 95 punti, rispetto ai 94,6 di ottobre. Il dato, come sostengono gli analisti, non segnala un netto miglioramento ma indica una stabilizzazione dell'economia. Questo rafforza le previsioni secondo le quali la Germania non dovrebbe entrare in una fase di recessione. Più cupa la previsione di altri analisti, secondo cui la salute dell'economia tedesca potrebbe peggiorare, a causa del rallentamento della Cina e degli investimenti insufficienti in informatica, comunicazioni e tecnologia. La Germania ha evitato una recessione tecnica nel terzo trimestre grazie a un rimbalzo delle esportazioni in Turchia e nel Regno Unito. Tuttavia l'export in Cina è al livello più basso dall'inizio del 2016, il che indica che la contrazione in gradi di portare i dati Pmi manifatturieri ad un nuovo calo a dicembre e gennaio. Inoltre l'economia tedesca potrebbe affrontare sfide strutturali legate alla cattiva allocazione degli investimenti, poichè il 50% degli investimenti R&D tedeschi è destinato al settore automobilistico, cin la conseguente mancanza di capitale nel settore delle comunicazione e It.