Il rendimento del Bund decennale tratta in leggero rialzo al -0,31%, sempre molto vicino al minimo storico registrato ieri (-0,335%). Dinamiche simili anche su diversi titoli di Stato dell’Eurozona, come gli Oat francesi, i Bonos spagnoli e gli Ot portoghesi; invece, il rendimento del Btp cala al 2,13%, facendo chiudere lo spread con il decennale tedesco in contrazione a 244,6 pb. Questo contesto di tassi negativi sui bond sovrani europei consente di ridurre la pressione sui Paesi più indebitati, i quali offrono rendimenti più interessanti; tuttavia, c’è il rischio che questa dinamica porti con sé un costo politico significativo, in termini di inazione sul piano delle riforme e del consolidamento di bilancio. Tornando allo spread, non pesano le preoccupazioni della Corte dei Conti che emergono dalla lettura delle tendenze della spesa statale: esse sembrano destinate a permanere oltre l’esercizio appena chiuso. Al problema del rientro del debito si affianca infatti quello della sostenibilità della pressione fiscale che, secondo i dati pubblicati oggi dall’Istat, è aumentata al 38% (dato più alto dal 2015). Lieve miglioramento per il rapporto deficit/Pil, che nel primo trimestre di quest’anno è stato pari al 4,1% rispetto al 4,2% dello stesso trimestre del 2018. Sul fronte primario, l’Italia ha collocato 6 miliardi di euro di Bot a sei mesi, con un tasso in lieve calo di 2 pb al -0,063% dal -0,048% della precedente asta; la domanda è stata pari a 8,4 miliardi circa, con un rapporto di copertura di 1,41. Inoltre, grazie alle dichiarazioni accomodanti delle Banche centrali della scorsa settimana, molti emittenti corporate e finanziari italiani si stanno presentando al mercato in questi giorni per contare su condizioni di funding più favorevoli.