I tassi obbligazionari europei sono risaliti a seguito delle parole del ministro delle Finanze di Berlino, Olaf Scholz, secondo cui il governo potrebbe erogare fino a 50 miliardi di euro di stimoli qualora l’economia della Germania dovesse registrare ulteriori segnali di rallentamento dopo la contrazione registrata nel secondo trimestre dell’anno. Il rendimento del Bund tedesco aumenta di tre punti base al -0,65%, allontanandosi così dai minimi recenti; in salita anche i tassi di finanziamento degli Oat francesi e dei Bonos spagnoli. Oltre alle suddette misure di stimolo fiscale in Germania, gli investitori si aspettano anche un pacchetto di allentamento monetario da parte della Banca centrale europea, a maggior ragione dopo i deludenti dati sull’inflazione. Infatti, secondo quanto diffuso stamani da Eurostat, l’inflazione dell’area Euro a luglio è scesa all’1% dall’1,3% di giugno, distaccandosi ancora di più dal target dell’Istituto di Francoforte; stessa sorte anche per l’inflazione annua dell’Unione Europea a luglio 2019, che si è attestata all’1,4%, in calo rispetto all’1,6% di giugno. Nell’odierno contesto di tassi obbligazionari in rialzo, il Btp italiano sta soffrendo più degli altri titoli governativi a causa dell’incertezza politica, con un rendimento (ora all'1,44%) in salita di quattro punti base rispetto alla media dell’Eurozona (2-3 pb); ciò ha fatto chiudere lo spread Btp/Bund poco mosso a quota 207,282 punti base. Il voto di sfiducia previsto per domani in Senato è ancora una considerevole incognita che sta inevitabilmente pesando sul differenziale. Tuttavia, rispetto a quando il vicepremier Salvini ha aperto la crisi (circa dieci giorni fa), l’ipotesi di un voto anticipato sembra molto meno probabile.