La seduta di oggi è stata caratterizzata da forti acquisti sul mercato obbligazionario europeo a seguito dei deboli indici Pmi dell'Eurozona che hanno evidenziato come il rallentamento economico del Vecchio Continente non si sia ancora esaurito. Le letture erano state anticipate con un certo ottimismo dal mercato, che nei giorni scorsi aveva visto un aumento dei tassi di finanziamento del Bund tedesco. Dopo la diffusione dei dati, il rendimento del decennale tedesco tratta in discesa di sei punti base allo 0,02%, un trend che si estende agli altri titoli dell'area core dell'Eurozona.
In calo anche i tassi sui Btp, con il rendimento del decennale in discesa di tre pb. I maggiori acquisti sul Bund hanno portato però a un lieve allargamento dello spread a quota 258,938 punti base rispetto ai 255,499 pb della chiusura di ieri.
Nello specifico il Pmi preliminare composito dell'Eurozona si è attestato a 51,3 ad aprile, in calo rispetto al 51,6 di marzo e al 51,8 previsto dal consenso degli economisti. I dati Pmi preliminari non hanno mostrato quindi nessun segnale di ripresa per la zona euro ma hanno sollevato la prospettiva di un ulteriore allentamento della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea. Il sondaggio Pmi Markit arriva, infatti, una settimana dopo che il presidente della Bce, Mario Draghi, ha prospettato un maggiore sostegno per l'economia della zona euro qualora il rallentamento fosse persistito. In conclusione, sul fronte primario, la Francia ha collocato 11,74 miliardi di euro di titoli di Stato su sei linee a tasso fisso e indicizzate all'inflazione, registrando tassi in calo e una solida domanda su tutte le emissioni.