I rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona trattano in lieve aumento dopo la pubblicazione della lettura finale dell’indice Pmi manifatturiero relativo all’Eurozona di aprile; tale pubblicazione ha evidenziato un miglioramento marginale nelle condizioni del settore secondario europeo. Tuttavia, esso continua a rimanere in uno stato di difficoltà: nonostante l'indice Pmi sia aumentato per la prima volta in nove mesi, il valore di aprile è stato il secondo più basso osservato durante gli scorsi sei anni, a dimostrazione di un generale peggioramento - il terzo consecutivo - delle condizioni operative del settore. La contrazione più forte ha avuto luogo in Germania, con cali anche in Italia e Austria e con stagnazione in Francia, mentre l'espansione della Spagna è rimasta "modesta". Le cause sono riscontrabili nelle notevoli preoccupazioni connesse alla fragilità della domanda globale, alle difficoltà delle aziende dovute all'aumento del protezionismo commerciale, alla Brexit e alla debolezza del settore automobilistico. Con riferimento ai titoli di Stato dell’Eurozona, il rendimento del Bund è in aumento allo 0,031%; una variazione simile del tasso reale si registra sui titoli della Francia. Sul fronte primario, la stessa Francia ha collocato circa 8,5 mld di euro di titoli di Stato a lunga scadenza. Per quanto riguarda Roma, i dati hanno descritto un quadro più positivo per i manifatturieri, con un deterioramento più debole delle condizioni operative e dei nuovi ordini generali. Grazie a un miglioramento dell’indice Pmi superiore a quello degli altri Paesi Ue, il Btp si comporta meglio: il suo rendimento si attesta al 2,556%. Lo spread Btp/Bund chiude poco mosso a 256,314 punti base.