I rendimenti obbligazionari nell'Eurozona sono leggermente scesi nella seconda parte di seduta, con il tasso di finanziamento del Bund al -0,37%.
I titoli di Stato tedeschi stanno sfidando la generalizzata propensione al rischio in scia ai segnali contrastanti dei dati macroeconomici, sostengono gli analisti, evidenziando come i rendimenti dei Bund continuino a muoversi nel range tra -0,30% e -0,40%.
Lo spread Btp/Bund chiude in allargamento a 154,326 punti base circa, con la carta italiana leggermente sotto pressione in vista della tre giorni di aste iniziata oggi.
Sul fronte primario l'Italia ha collocato 1,75 miliardi di euro di Ctz al novembre 2021, con tassi in salita a -0,033% e 660 milioni di euro di Btpei 2041, con un rendimento reale aumentato all'1,02%.
Le aste odierne di titoli di Stato italiani hanno visto un aumento dei rendimenti prevedibile visto il trend generale dell'obbligazionario nelle scorse settimane. La domanda si è mantenuta robusta, soprattutto sul Ctz 2021, che pur ha tassi negativi è appetibile rispetto ai titoli di altri Paesi di pari durata. Meno brillante la richiesta del Btpei 2041, a seguito delle precedenti emissioni che hanno soddisfatto l’appetito degli investitori nei mesi scorsi. Per quanto riguarda la politica monetaria, mentre nel 2019 la Bce ha attuato una politica accomodante, gli economisti auspicano che i Paesi dell’Eurozona approvino manovre fiscali al fine stimolare l'economia. In questo senso, un'opportunità è rappresentata dalla “green economy”.
Infatti, sebbene lo spazio per un aumento della spesa pubblica e la sua sostenibilità siano limitati, un picco di investimenti per contrastare la recessione avrebbe come ricaduta un calo delle spese in conto capitale su un orizzonte più ampio.