I rendimenti dei titoli di Stato globali trattano in netto calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato dazi del 10% su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi, a partire dal prossimo primo settembre. Il costo di finanziamento del Bund decennale ha aggiornato più volte il minimo storico, scendendo fino al -0,502%; in caduta libera anche il tasso dell’Oat francese, attualmente al -0,23%. L’ottimismo degli investitori su un possibile accordo commerciale era stato sostenuto dall’annuncio di nuovi colloqui tra le delegazioni di Washington e Pechino, che si sono svolti il 30 e 31 luglio. Tuttavia, è bastato un tweet del leader della Casa Bianca per spegnere ogni speranza e alimentare le preoccupazioni su un’ulteriore escalation tra i due Paesi. Per il ministero cinese del Commercio, gli Usa hanno gravemente infranto la tregua siglata a giugno al G20 di Osaka: Pechino ha avvertito che prenderà le necessarie misure di rappresaglia nel caso in cui gli venissero applicati i nuovi dazi. Come se ciò non bastasse, la Casa Bianca ha reso noto che Trump farà un annuncio sul commercio con l’Unione Europea, in programma per questa sera alle 19.45: c’è il rischio che il presidente, come già minacciato in passato, imponga tariffe sulle importazioni di automobili, cibo e alcool dall’Ue. Sale la tensione anche sull’obbligazionario italiano, con lo spread Btp/Bund che chiude poco mosso a 203,1 punti base. Oltre all’avversione al rischio innescata dall’escalation della guerra commerciale e alla frenata della produzione industriale a giugno, sui Btp pesano anche le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che ha minacciato il voto se i suoi alleati non lo sosterranno su una legge di Bilancio coraggiosa.