Nella giornata odierna, i mercati obbligazionari europei proseguono con i rialzi più o meno accentuati, sulla falsariga di ieri. In Europa, i titoli governativi trattano in aumento: il rendimento sul Btp decennale ritorna sotto quota 2,264% calando di 5 pb, mentre il tasso sui Bund diminuisce allo 0,413% dallo 0,459%, lasciando lo spread fra i due oscillante a circa 185 punti. Sul valore delle obbligazioni, pesa anche l’asta sul decennale tedesco di stamani, conclusasi con un rendimento medio di 0,41%, ben al di sotto del tasso a cui vengono scambiati i titoli sul mercato. Anche nei mercati statunitensi si osserva un apprezzamento generalizzato, con il tasso sui T-bond decennali che si mantiene sui minimi di marzo, al 2,403%, lontano dai massimi raggiunti prima del rialzo dei tassi. In generale, i mercati sono ancora influenzati dagli eventi geopolitici: mentre in Europa i rischi diminuiscono grazie alle notizie sulle presidenziali francesi secondo cui Macron è sempre più apprezzato, negli Stati Uniti le indecisioni di Trump risultano molto negative, visto che non ha ancora espresso alcuna indicazione di natura economica o fiscale. La risposta dei mercati azionari è stata un sell-off, in particolare nella giornata di ieri ma in parte anche oggi; le vendite hanno portato gli investitori a spostare le proprie disponibilità in titoli più sicuri, come i treasury bond. Infine, sul bond market Usa, pesano anche le dichiarazioni dei membri del Fomc Rosengren e Mester, presidenti delle Fed di Boston e Cleveland, i quali non si vogliono discostare dalle indicazioni della Fed sul numero di rialzi dei tassi rimanenti nel 2017, ovvero due. Ora l’attenzione si concentra sul discorso della presidente della Fed Yellen, atteso per domani, anche se non dovrebbero esservi sorprese. (riproduzione riservata)