Il sentiment del mercato obbligazionario europeo rimane debole, a causa dei persistenti dubbi sulla solidità della crescita globale, della mancanza di chiarezza sull'esito della Brexit e del violento sell-off sugli asset turchi. Qualche presa di profitto dopo il rally di ieri sta però spingendo in lieve rialzo i tassi europei, e lo spread Btp/Bund chiude in lieve allargamento a 254,318 punti base, dopo aver superato i 261 pb nel corso della seduta.
Durante la mattinata il Tesoro italiano ha collocato tutti i 7,5 miliardi di euro di titoli offerti registrando tassi in rialzo solo per i titoli in scadenza nel 2024. L'asta a medio - lungo termine si è invece conclusa con un risultato positivo, con il decennale che ha visto un’ulteriore diminuzione dei tassi e una domanda che si è mantenuta solida, nonostante l’assenza di rimborsi e la portata significativa del collocamento. Con le ultime operazioni si può osservare come il Tesoro stia premendo sull'acceleratore, cercando di portare avanti la maggior parte possibile del programma di emissioni in modo tale da essere coperto nel caso di un ulteriore deterioramento del contesto economico o politico nella seconda parte dell'anno.
Il buon risultato ottenuto oggi sul fronte primario è tuttavia legato alle condizioni monetarie accomodanti e al momento di relativa stabilità politica in Italia. I Btp rimangono, infatti, tra i titoli europei meno favoriti dal contesto attuale, con il rallentamento più grave del previsto della crescita economica del Bel Paese che rinnova i timori sulla sostenibilità dell’ingente debito italiano. In conclusione, i dati preliminari sull'inflazione a marzo in Germania più deboli rispetto alle attese, hanno avuto un impatto modesto sul mercato obbligazionario.