La seduta di oggi è stata caratterizzata dalla pubblicazione degli indici Pmi dell'Eurozona che hanno deluso le attese in modo significativo, generando forti acquisti sui beni rifugio europei, primo tra tutti il Bund, il cui tasso è tornato a trattare in negativo al -0,03% per la prima volta dal 2016 ad oggi. Di contro, i Btp sono stati oggetto di vendite, con il tasso del decennale in netta salita. Infatti, i titoli italiani, soprattutto dopo il recente rally, continuano a essere vulnerabili a ogni notizia negativa sul fronte della crescita a causa dell’aggravarsi dei timori sulla sostenibilità del forte debito italiano. A seguito di questi due movimenti paralleli, lo spread Btp/Bund chiude in netto allargamento a 246,795 punti base rispetto ai 240,492 pb della chiusura di ieri.
Entrando nello specifico, l'indice Pmi composito dell'Eurozona preliminare di marzo, si è attestato a 51,3 punti, in calo rispetto ai 51,9 di febbraio e al di sotto delle aspettative di consenso fissate a 52,1 punti. Tale contrazione indica che i problemi economici europei sono lontani dall'essere risolti e rappresenta un segnale di allarme anche per gli Stati Uniti, dato che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha indicato il rallentamento globale come il primo rischio per l’economia americana. In conclusione, va sottolineata la forte domanda registrata sui titoli di Stato Usa alimentata dagli investitori europei, vista la mancanza di alternative sicure e redditizie sul mercato obbligazionario dell’Eurozona. I tassi dei Treasury decennali trattano quindi in forte contrazione al 2,439% e per la prima volta dal 2007, la curva dei tassi americana si è invertita nel tratto tra i titoli a 3 mesi e quelli a dieci anni.