Nella seduta di oggi, il mercato obbligazionario ha visto tassi in calo mediamente di 4-5 punti base sui titoli di tutti i Paesi dell'Eurozona, dopo che la Federal Reserve americana ha modificato la sua guidance sui tassi, escludendo una possibile stretta monetaria nel 2019. Sia i rendimenti dei decennali tedeschi che quelli americani, hanno registrato un forte calo, con il Treasury che tratta al 2,52%, in calo di 10 pb, mentre il Bund si porta allo 0,04%, avvicinandosi alla soglia psicologica dello 0%. Chiude in lieve contrazione lo spread Btp/Bund a 240,492 pb rispetto ai 243,043 pb della chiusura di ieri, con il tasso di finanziamento del benchmark italiano attestatosi al 2,45%. Nello specifico, il messaggio principale emerso dal Fomc è stato che la probabilità di una stretta monetaria negli Stati Uniti è ormai tanto ridotta quanto quella di un rialzo dei tassi da parte della Bce; l'unica questione aperta è quanto il mercato prezzi già un futuro taglio dei tassi negli Usa. Nel complesso, la posizione combinata delle due maggiori banche centrali globali limiterà ogni rialzo dei tassi obbligazionari a breve termine.
Nel frattempo, la propensione al rischio è stata limitata ulteriormente dai costanti timori e dalle incertezze legate alla Brexit, con la Bank of England che è stata costretta a non agire sui tassi, lasciando invariato il bank rate allo 0,75%. Crescono, infatti, i timori attorno all'esito del Consiglio Europeo sulla Brexit, con un eventuale risvolto negativo che porterebbe inevitabilmente il rendimento del Bund tedesco allo 0%. Infine sul mercato primario, il Tesoro francese e quello spagnolo hanno collocato rispettivamente 11 e 3,5 miliardi di titoli di Stato, registrando entrambi tassi in calo.