Nella giornata odierna, i bond governativi europei proseguono il trend al ribasso iniziato ieri in seguito al meeting della Bce: i tassi su Bund e Btp decennali trattano vicini ai massimi di inizio febbraio, in rialzo di tre punti base rispettivamente allo 0,455% e al 2,327%, lasciando lo spread fra i due titoli invariato a 188 pb. Infatti, gli analisti si aspettano che i toni accomodanti della Bce si inaspriscano già nella riunione di giugno, qualora le elezioni francesi non riservino sorprese negative e la crescita economica si riveli sostenibile nel lungo termine. Le previsioni che ora il mercato prezza riguardano un deciso taglio al Qe a partire da gennaio 2018 ed un rialzo dei tassi sui depositi verso un valore positivo nel 2018. Invece, nel breve termine, il focus degli investitori si riferisce ai dati relativi all’occupazione statunitense (nonfarm payroll): il tasso di disoccupazione è diminuito dal 4,7% al 4,6% come previsto e la variazione del totale dei salariati è aumentata di 235 mila unità, battendo le attese di 35 mila, tuttavia il salario orario è in rialzo dello 0,2%, sotto le aspettative, che indicavano un +0,3%. I dati indicano che la crescita economica procede spedita e, di conseguenza, si dimostrano un’ulteriore conferma al fatto che l’aumento dei tassi avverrà in questo mese, come anticipato dai mercati, che ora prezzano la probabilità di un rialzo fra il 90% ed il 100%. Ciononostante, i rendimenti sui T-bond calano dopo la pubblicazione, probabilmente perché le attese sono state semplicemente confermate e non battute, situazione a cui il mercato Usa si era abituato nell’ultimo periodo. Infatti, il decennale, dopo aver superato la soglia psicologica del 2,6% ed aver toccato i massimi dal 2014, è ritornato al 2,58%. (riproduzione riservata)