Il mercato obbligazionario europeo si mantiene prudente nell'ultima seduta del mese di marzo. Il costo di finanziamento del Bund a 10 anni continua a scambiare in territorio negativo, al -0,07%, mentre il rendimento del Btp decennale tratta stabile sui livelli di ieri. Chiude poco mosso quindi il differenziale Btp/Bund a 254,790 punti base con il dato pubblicato oggi sull’inflazione italiana del mese di marzo che non ha influenzato il mercato. Le stime preliminari dell'Istat hanno, infatti, rilevato un aumento dell’indice dei prezzi al consumo dello 0,3% su base mensile e dell'1% su base annua, stesso tasso tendenziale del mese precedente e sempre lontano dal livello target fissato al 2%.
Nella giornata di oggi è da segnalare poi come gli operatori inizino a speculare sulla possibilità che la Banca centrale europea stia considerando un tasso sui depositi su più livelli al fine di ridurre le pressioni sulla redditività delle banche. Nessuna proposta è stata ancora fatta ma l’obiettivo sarebbe quello di restituire parte degli oltre 7 miliardi di euro che la Bce raccoglie annualmente sotto forma di interessi dalle banche sui depositi. Quest'ultime verrebbero così esentate in parte dal pagare all’Istituto di Francoforte l’interesse annuale dello 0,4% sulle riserve in eccesso, con un effetto positivo sugli utili, proprio in un momento in cui gli istituti finanziari sono alle prese con le conseguenze del rallentamento economico. Quest’azione starebbe a indicare anche tassi di interesse bassi per un periodo di tempo ancora molto lungo, portando a un calo ulteriore dei rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona. Il tasso del Bund decennale potrebbe così portarsi fino al -0,20%, minimo storico del giugno 2016.