Lo Spread Btp-Bund tratta ora a 186,584 bps, non distante da quota 187,923 bps della chiusura di ieri, evidenziando ancora livelli alti di volatilità. Per quanto riguarda i rendimenti, in ribasso quelli relativi ai bond italiani con scadenze superiori ai due anni (Btp a 10 anni al 2,085% in calo di 5,4 bps), mentre in rialzo quelli a breve scadenza (Btp a 2 anni allo 0,263%, ieri allo 0,254%). Negli Stati Uniti invece i rendimenti dei Treasuries sono tutti in lieve rialzo, con eccezione del T-note a 30 anni, a quota 3,007%. Nel frattempo, la BCE, durante il prossimo meeting di dicembre, potrebbe decidere di continuare a mantenere il medesimo approccio, dato che il recente rialzo dei rendimenti ha attenuato l’effetto scarsità di bond all’interno dell’eurozona. Si ritiene non sia ancora il momento più opportuno per annunciare il tapering, tantomeno se l’esito del referendum costituzionale dovesse avere esito negativo. In caso di vittoria del “NO”, con molta probabilità, invece, si riallargherebbe la forbice dello spread tra i vari paesi con l’aumento della correlazione fra il prezzo degli asset e lo stato di salute dei governi. L’effetto più significativo si verificherebbe sui titoli finanziari non eligible per l’acquisto da parte della BCE, oltre che a stress più o meno intensi sui titoli periferici. Nel frattempo, sul fronte macro, la crescita del Pil della Gran Bretagna è stata confermata allo 0,5% t/t e al 2,3%a/a, in linea alle attese del consenso mentre l'indice di fiducia dei consumatori francesi è rimasto stabile a 98 punti nel mese di novembre, in linea con le aspettative. L’economia inglese, con la crescita degli investimenti delle imprese, si mantiene solida nonostante l’effetto Brexit. (riproduzione riservata)