Nei mercati obbligazionari mondiali, l’incertezza del trend è anche oggi protagonista: fra i decennali, i Bund trattano sui livelli di ieri, su Oat e T-bond prevalgono moderati acquisti mentre proseguono le vendite sui Btp, che ritornano a scambiare attorno ad un tasso del 2,3%. Particolare attenzione merita lo spread fra i bond tedeschi ed italiani, che ha toccato i massimi da febbraio 2014, a quota 210 punti base, nel momento in cui il tasso sui titoli tedeschi ha raggiunto i minimi da dicembre allo 0,187%. Sui mercati continuano a pesare le tensioni geopolitiche, dovute in particolare alle imminenti presidenziali francesi, alla questione siriana ed agli sviluppi del confronto fra Corea del Nord e Stati Uniti, tuttavia in Europa il focus degli investitori si è concentrato sul fitto calendario di aste: Portogallo ed Irlanda hanno emesso bond per un controvalore totale di 2,5 miliardi di euro, mentre la Germania ha collocato 2,435 miliardi di euro di Bund decennali, con un rendimento in calo allo 0,21% dallo 0,41% di marzo, elemento che ha spinto gli investitori a vendere moderatamente i titoli tedeschi, riportando il tasso al livello dei Bund emessi e riducendo anche lo spread con i Btp. Infine, l’Italia ha collocato bond a 3, 7, 15 e 20 anni per un controvalore di 10 miliardi di euro. L’unico tasso in rialzo rispetto alla precedente emissione è stato quello a 3 anni, da cui si desume che le forze attuali stiano provocando un appiattimento della curva dei tassi sul lungo termine, mantenendo un certo grado di volatilità nel breve. L’asta è stata un successo poiché il Tesoro è riuscito a collocare l’ammontare previsto nonostante l’agenda fitta, i bassi volumi pasquali, le imminenti elezioni francesi e la riduzione degli acquisti di asset da parte della Bce. (riproduzione riservata)