Carta italiana positiva, questo mercoledì, in linea con la quasi totalità del comparto europeo, in una seduta dai volumi sostenuti che ha visto l’inflazione dell’Eurozona a febbraio rallentare all’1,2% su base annuale (stima preliminare), come da attese, mentre il dato core è risultato invariato all’1%, rispettando il consensus: la dinamica dei prezzi rimane debole, considerando che la lettura odierna è la più bassa da dicembre 2016. Il decennale italiano rende l’1,974%, in calo dal 2,005% dell’ultima chiusura. Il corrispondente benchmark tedesco si attesta allo 0,656%, in ribasso dallo 0,679% del fina di seduta. Lo spread Btp/Bund a 10 anni viaggia stabile a 131,88 punti base rispetto ai 132,26 di ieri: non sono previsti scossoni in vista del 4 marzo, fatta eccezione per un’eventuale vittoria del M5S. L’investment bank NatWest la probabilità di un’affermazione del centrodestra è del 30%: se la maggioranza sarà guidata da Forza Italia lo spread potrà scendere fino a 100pb, mentre nel caso di una prevalenza della Lega potrebbe allargarsi fino a 180. Un governo Forza Italia-Pd, dato al 25%, sarebbe il best scenario per lo spread, che calerebbe fino a 90; l’opzione peggiore sarebbe un’alleanza tra partiti anti establishment (probabilità 20%), con il differenziale che toccherebbe i 300, mentre con il ritorno alle urne arriverebbe a 155-175 a causa dell’incertezza, anche se l’impatto negativo sarebbe breve e marginale. La Germania ha collocato 2,413 mld di euro del Bund decennale con un tasso allo 0,67% dal precedente 0,69%. Atene ha assegnato 1,138 mld in titoli a 6 mesi, con rendimento in risalita all’1,19% dall’1,13% e un rapporto di copertura a 1,81 da 2,24. (riproduzione riservata)