Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 164,165 punti base rispetto ai 164,982 della chiusura di ieri. Sul fronte rendimenti, i Btp italiani mostrano un trend crescente su tutte le scadenze, con il decennale che oggi rende l’1,917%, rispetto all’1,891% della chiusura precedente. Situazione identica per i Treasury Usa, con il decennale che oggi rende il 2,402%, dal 2,361% della scorsa seduta. Il mercato obbligazionario è in attesa della pronuncia da parte dell’agenzia di rating canadese Dbrs sul rating italiano, con un eventuale downgrade che potrebbe influire negativamente sui rendimenti dei titoli di stato. Sul fronte della politica monetaria, le minute della Bce hanno confermato che a dicembre la volontà della maggior parte dei membri del consiglio era a favore di un proseguimento del Qe. Paiono invece opposte le idee del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, il quale accoglierebbe con favore una decisione dell’Istituto di Francoforte di ridurre gli stimoli finanziari a sostegno dell’economia, a partire dal Qe, iniziando a pensare ad una data probabile per il rialzo dei tassi d’interesse. In Germania, infatti, a dicembre l’inflazione è salita all’1,7%, mentre nell’area euro l’indice dei prezzi è salito tendenzialmente all’1,1%, rispetto allo 0,6% di novembre. Schaeuble sostiene la volontà dei risparmiatori tedeschi, i quali, negli ultimi anni, non hanno potuto beneficiare di rendimenti soddisfacenti da parte delle obbligazioni di stato. Nel frattempo, la situazione del debito pubblico italiano non si accinge a migliorare. Nel mese di novembre, infatti, il debito delle pubbliche amministrazioni è risultato in aumento di 5,6 miliardi di euro m/m, a quota 2.229,4 miliardi, in scia alla crescita del fabbisogno delle amministrazioni centrali. (riproduzione riservata).