I rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona hanno chiuso la seduta in rialzo, in vista dei volumi significativi delle emissioni di questa settimana e per via dell'aumento della propensione al rischio sui mercati.
Il costo di finanziamento del Bund decennale è in rialzo di 4 punti base al -0,15%, mentre lo spread con il decennale italiano ha chiuso poco mosso a 157,987 punti base dopo aver aperto in allargamento. Le vendite sulla carta italiana in avvio potrebbero essere state dovute alle aste di domani, su scadenze a 3,7 e 20 anni per un massimo di 6,75 miliardi di euro e al ritorno dei rumor su una possibile emissione sindacata. Secondo gli strategist obbligazionari, la decisione dell'Italia di collocare il Btp a 20 anni e l'importo relativamente limitato, lasciano aperta la possibilità di un nuovo titolo a 15 o 30 anni collocato via sindacato nel prossimo futuro.
Si prevede che l'asta dei titoli di Stato italiani avrà luogo in un contesto costruttivo, alla luce della migliore prestazione dei Btp rispetto ai Bund negli ultimi giorni. Il Btp a lunga scadenza, infatti, ha registrato un'ottima performance, con i rendimenti in calo a differenza altri titoli europei di pari durata che hanno registrato un aumento dei tassi. Intanto, gli operatori, continuano a monitorare la stabilità del Governo italiano, in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio.
Restando nella periferia dell'area euro, gli analisti segnalano gli ottimi rendimenti dei bond greci, con scadenza gennaio 2028, che hanno beneficiato del contesto politico e macroeconomico costruttivo. Gli spread di credito di Atene dovrebbero continuare a contrarsi nel 2020, grazie allo scenario politico più stabile ed al miglioramento della dinamica di crescita.