Lo spread Btp/Bund tratta poco mosso a 165,387 punti base nella seduta odierna, rispetto ai 167,740 della chiusura di ieri. Riguardo ai titoli di stato italiani, si notano rendimenti ancora crescenti sulla totalità delle scadenze, con il decennale che oggi rende l’1,962%, dall’1,945% della chiusura precedente. Situazione simile anche sul fronte americano, con il Treasury decennale che oggi ripaga il 2,405% rispetto al 2,368% registrato ieri. Nel frattempo, il presidente della Fed di San Francisco, John Williams, anticipa che tre rialzi dei tassi d’interesse Usa sarebbero un’azione concorde con il miglioramento della condizione dell’economia americana. In più, l’elezione del nuovo presidente americano, Donald Trump, consentirà maggiori stimoli fiscali e protezionismo. Sul fronte italiano, è di fondamentale importanza che la situazione delle banche in crisi venga risolta prima che l’attuale presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, lasci la posizione ricoperta. Il costante supporto dell’Istituto di Francoforte nel periodo di incertezza e turbolenza che ha contraddistinto l’Italia ha permesso al Paese di non perdere credibilità internazionale. I tempestivi acquisti di Btp all’indomani della “sconfitta” di Matteo Renzi hanno infatti stabilizzato l’obbligazionario italiano, evitando tensioni che avrebbero potuto intensificare la crisi di governo. Il Governo italiano non dovrà solamente garantire la ricapitalizzazione delle banche in crisi, bensì rilanciare un settore che ormai da troppi anni soffre per la debole competitività del sistema paese italiano. Gli Istituti di credito, una volta liberati dai non performing loans, dovranno fungere da propulsore per il rilancio dell’economia italiana. (riproduzione riservata)