Il differenziale di rendimento sui titoli di stato decennali di Italia e Germania tratta poco mosso a 160,074 punti base nella seduta odierna, in attesa dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Il focus degli investitori è rivolto al discorso inaugurale del nuovo presidente americano, attraverso il quale potrebbe essere reso noto il programma d’azione che verrà tenuto nei primi mesi del nuovo mandato politico. Sarà molto importante riuscire a comprendere se verranno effettivamente introdotte politiche espansive sul debito pubblico, mediante una riduzione della pressione fiscale e nuovi incentivi alle imprese che decideranno di intraprendere nuovi investimenti sul suolo Usa. L’effetto Trump, legato alle promesse della campagna elettorale, ha permesso la formazione di aspettative rialziste sui tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, la quale sarà tenuta a rispondere prontamente alle risposte dal punto di vista inflazionistico. Il costo del denaro riflette lo stato attuale dell’economia di un determinato paese, incorporando le aspettative inerenti al livello futuro dell’inflazione. I tassi d’interesse dovrebbero essere alzati solamente in corrispondenza di un miglioramento del mercato del lavoro, il quale avrebbe effetti benefici sul livello dei salari, sulla propensione al consumo e all’investimento. Nel frattempo, i rendimenti dei Treasury Note tendono al rialzo nel giorno dell’insediamento del nuovo presidente, con il decennale che oggi ripaga il 2,496% rispetto al 2,459% registrato ieri. La soglia tecnica del 2,6% rappresenta per gli investitori uno dei principali indicatori di “early warning” sull’obbligazionario. Il rialzo dei rendimenti coinvolge anche i titoli italiani, con il Btp a 10 anni che rende il 2,019% rispetto all’1,981% di ieri. (riproduzione riservata)