Il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto le previsioni di crescita dell’Italia e, avendo fatto le stime prima della propagazione del coronavirus, sottolinea che il taglio potrebbe essere anche più ingente. Il differenziale BTP/Bund è in lieve aumento a 195 punti base, con il costo di finanziamento del decennale italiano a quota 1,63%, ma comunque stabile dopo la diffusione, nella giornata di ieri, della notizia riguardo il nuovo programma varato dalla Banca Centrale Europea. Il premier Conte, in un’intervista al Financial Times, chiede l’attivazione del Mes per poter fronteggiare la crisi con tutte le armi a disposizione e aiutare i Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia.
Nel frattempo, il presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che farà di tutto per stimolare l’economia e che si stanno valutando tutti gli strumenti a disposizione, tra cui l’allentamento delle norme sul debito per gli Stati membri e l’emissione di obbligazioni comuni per l’area Euro. I corona-bond, cioè titoli obbligazionari disponibili per ogni Paese alle medesime condizioni e con l’obiettivo di contrastare il coronavirus e le sue ripercussioni economiche, dovrebbero essere emessi a tassi molto favorevoli dal Fondo salva-Stati e lanciati dalla Banca europea degli investimenti o direttamente dalla Commissione europea, poiché la BCE, per statuto, non può mettere sul mercato titoli.
Anche la Banca centrale della Norvegia, come la Fed e la Bank of England, ha deciso di tagliare i tassi per la seconda volta nel giro di una settimana. Dopo la riduzione di mezzo punto comunicata il 13 marzo, tramite una riunione straordinaria, si è deciso di diminuire ulteriormente il costo del denaro, fissandolo a 0,25%.