Il differenziale di rendimento Btp/Bund tratta poco mosso a 176,25 punti base nella seduta odierna, non lontano dalla chiusura di ieri a quota 175,069. Le notizie riguardanti l’impegno della Banca Centrale Europea ad aumentare il ritmo di acquisto dei titoli di stato qualora prevalesse il “NO” al prossimo referendum hanno più che rassicurato il mercato obbligazionario. Rendimenti dei Btp in discesa nella fascia che va dai due ai sette anni, in leggero rialzo invece i restanti, con il decennale all’1,995% rispetto all’ultima chiusura all’1,976%. Sul fronte americano si notano invece delle modeste vendite dei Treasuries a tutte le scadenze, con i rendimenti in leggero rialzo. La recente tensione post Brexit ha pesato notevolmente sui titoli periferici, tra cui quelli italiani e spagnoli, e si teme che un episodio simile possa ripetersi nelle prossime settimane in seguito alle vicende politiche post voto. Nel frattempo, l'inflazione core dell'Eurozona, nella lettura preliminare di novembre, si è stabilizzata allo 0,8% su base annuale, come nel mese di ottobre. Non essendoci segnali evidenti circa un aumento dei prezzi si ritiene che la BCE sarà indotta a correggere al ribasso le stime dell’inflazione in occasione del meeting dell’8 dicembre, estendendo il programma di acquisto entro il limite di marzo 2017. Inoltre, secondo Il presidente Draghi, l’Europa non sta ancora pianificando adeguatamente le riforme strutturali fondamentali per rialzare il livello di produttività delle imprese e ridurre il tasso di disoccupazione. In più, un rapporto dell’agenzia di rating S&P prevede che la crescita dell’Eurozona si stabilizzerà all’1,4% durante il 2017, mentre per il 2018 si stima all’1,3%. (riproduzione riservata)