Spread BTP/Bund lievemente in discesa, a 190 punti base, grazie al raggiungimento dell’intesa sul pacchetto di liquidità da dare alle imprese durante il Consiglio dei ministri di ieri. Con il nuovo decreto legge, infatti, si aggiungeranno 400 miliardi ai 350 già previsti con il “Cura Italia”. Secondo l’opinione degli analisti, però, l’immobilismo dei differenziali dell’Eurozona è da ricondursi ad approcci più cauti degli investitori e, soprattutto, al fatto che il mercato abbia già scontato il Quantitative Easing di emergenza indotto dalla BCE.
Unicredit, da quando sono iniziati i programmi di sostegno all’economia, ha analizzato la politica di acquisizioni condotta dalla Banca Centrale Europea, notando dei dati di sicuro interesse. Da marzo in poi c’è stato un forte spostamento sul debito pubblico a discapito di quello privato, in modo da contrastare l’elevata volatilità e la forte pressione di vendita sui titoli periferici. Il 35% degli acquisti mensili è andato a favore dei titoli poliennali italiani, con un incremento del 18% rispetto alla propria quota di appartenenza. Il BTP a 10 anni, infatti, ha visto scemare il proprio rendimento all’1,50% dopo le misure varate da Francoforte.
Gli strategist delle case d’investimento ritengono che, in questo momento storico, le obbligazioni convertibili possano essere un’opportunità di investimento, appena la situazione avrà dei miglioramenti. Sostengono che, come nelle precedenti crisi, si verificheranno delle distorsioni di prezzo tra i bond tradizionali e quelli convertibili, anche per quelle società con bilanci solidi in grado di resistere agli shock del mercato.
Da segnalare che l’Irlanda ha emesso un nuovo titolo a 7 anni, con ordini superiori ai 25 miliardi.