Giornata stabile per il mercato obbligazionario italiano che ha visto lo spread Btp/Bund attestarsi, a fine seduta, a quota 216,858, dopo la chiusura della giornata di mercoledì a quota 216,608, con una lievissima espansione di +0,25%.
Nello specifico, il rendimento del decennale italiano fa registrare una leggera espansione che lo porta a quota 2,51 mentre diminuisce quello del Bund decennale tedesco che, infatti, chiude a quota 0,33 (in calo di -3,51%).
Nel frattempo, il nuovo governo italiano è finito nel mirino del Fondo Monetario Internazionale che ha bacchettato l’esecutivo sulle promesse fatte in campagna elettorale, non compatibili con i principi di sostenibilità del debito.
Infatti, "il nuovo Governo predilige misure fiscali e di spesa che, se implementate in pieno, causerebbero una significativa espansione fiscale in contrasto con la sostenibilità del debito", puntualizza il Fondo Monetario.
Altri punti critici dell’Italia, evidenziati dall’FMI, sono il livello alto di crediti deteriorati e la debole crescita dei salari.
Nella zona euro, mentre la Germania ha fatto registrare la crescita degli stipendi maggiore (+2,2%), il tasso di crescita di Roma (0,4%) è stato il più basso della zona.
Infine, il Fondo Monetario ha ricordato che la formazione del nuovo esecutivo, insieme alle perplessità ad esso legate, hanno provocato un netto allargamento dello Spread Btp/Bund con un conseguente calo della liquidità sul mercato secondario.
Per quanto riguarda la situazione politica italiana, Andrea Iannelli, Investment Director obbligazionario di Fidelity International, afferma che sarà importante seguire l’evoluzione dello scenario politico con eventuali elezioni anticipate che rappresentano un potenziale rischio per i mercati.