La situazione di incertezza italiana continua ad alimentare la volatilità dei mercati: gli investitori continuano a dubitare del nuovo Governo, soprattutto dopo il discorso del Premier Conte nei giorni scorsi. Ne risente il differenziale Btp/Bund che tratta in netto allargamento a 265.665 punti base, con una crescita di 17.81% rispetto alla chiusura di ieri a 247.511 pb. Il decennale italiano chiude con un rendimento di 3.12% in crescita di1.86%, al contrario di quello dei Bund tedeschi(0.45 in calo di -7.64%). Il mercato reputa rischiosa la strategia del nuovo esecutivo: nonostante il debito italiano ammonti a circa il 132% del Pil, il piano d’azione prevede spese (ad esempio reddito di cittadinanza) che farebbero salire ulteriormente il deficit. Questa situazione potrebbe non essere gradita dalla BCE: ”La Banca Centrale Europea detiene circa 342 miliardi di titoli di debito italiani e potrebbe non restare indifferente alla situazione", afferma Hans-Joerg Naumer, Global Head of Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors. Continua a preoccupare anche il taglio del rating da parte di Moody’s, annunciato il 25 Maggio scorso: questa revisione, infatti, potrebbe portare l’Italia ad un downgrade del giudizio Baa2. Secondo Adam Kurpiel, strategist di Societe Generale, lo scenario più probabile risulta un abbassamento di un livello a Baa3, con outlook stabile. Tale revisione dovrebbe concludersi, ed essere annunciata, il giorno 7 Settembre ma, non si esclude, un possibile aggiornamento anche in tempi più brevi. Infine, Kurpiel conclude sostenendo che "se l'agenzia utilizzasse un outlook negativo, gli effetti sarebbero dirompenti". Il livello Baa3, secondo il sistema adottato da Moody's, è l'ultimo del campo investment grade.