Lo spread Btp/Bund tratta ora a 189,437 bps rispetto ai 186,726 di venerdì, in attesa dell'audizione di Mario Draghi al Parlamento europeo e dell’esito del referendum costituzionale italiano. Resta molto difficile la situazione delle banche italiane in crisi, con lo stock dei NPL in peggioramento. Dalle indagini BCE risulta infatti che molti istituti di credito italiani necessitano di ulteriori ricapitalizzazioni per consentire le rettifiche ai crediti deteriorati, il che risulterà largamente più complicato qualora dovesse prevalere il “NO” al referendum, dal momento che il sentiment di molti investitori interessati a sottoscrivere gli aumenti potrebbe calare. Sui maggiori istituti bancari pesa una redditività troppo bassa e una massa di crediti deteriorati che appesantisce i bilanci e non consente di creare spazio per nuove opportunità. Questa situazione influisce negativamente anche sul sistema paese, con le imprese bisognose di credito che si vedono rifiutare sempre più spesso le proprie richieste di finanziamento. Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di stato americani sono sui massimi da un anno a questa parte, con il differenziale Treasury/Bund ai livelli di fine anni ’80. L'allargamento dello spread nei confronti della Germania non ha tuttavia interessato solamente l'Italia, ma è stato apprezzabile anche per Francia e Spagna, con la prima in allerta per l’importanza assunta dal fronte nazionale di Marine Le Pen. Per quanto riguarda le manovre della BCE, si prevede un’estensione degli acquisti di “eligible assets” fino al termine del 2017, attraverso una lenta e graduale riduzione dell’importo mensile dipendente dalle aspettative al rialzo dell’inflazione. (riproduzione riservata)