Anche nella terza ed ultima giornata dedicata al collocamento presso il retail, il Btp Italia va a ruba e porta gli ordini complessivi a oltre 13mrd, in linea con quanto auspicato dal MEF, che può dunque dirsi soddisfatto per come gli italiani abbiano risposto “presente” all’appello di quest’ultimo e abbiano investito nell’ottica di aiutare il paese.
Spread a 210,08 punti (-1,21), con il differenziale in lieve diminuzione nonostante le perplessità che la proposta di Germania e Francia ha suscitato nei cosiddetti “Frugal Four” (Olanda, Austria, Danimarca e Svezia), restii nell’appoggiare un piano che preveda il trasferimento di denaro mediante delle sovvenzioni. La sensazione è che il Recovery Fund si farà, e questo fa bene tanto ai mercati quanto alla BCE, sgravata dall’onere di essere l’unica a porre in atto misure di contenimento in un periodo tanto complicato. Proprio a tal proposito, anche la Commissione EU ha esortato i Governi a non preoccuparsi eccessivamente per la sostenibilità del bilancio quanto piuttosto di riversare le proprie forze per garantire tutela e protezione ai settori più colpiti dalla pandemia, sanità e imprese in primis. A causa della crisi è stata anche attivata la clausola di uscita dal Patto di stabilità, permettendo ai paesi uno scostamento dal rapporto debito/PIL che va oltre il 3% previsto.
L’apertura della Germania ad una mutualizzazione del debito, fino a poco fa un vero tabù, fa ben sperare, ed il fatto che i fondi verranno raccolti e gestiti dalla Commissione EU a nome della stessa e non dagli stati membri evidenzia come il progetto abbia carattere unitario e come ora non resti che decidere il più oggettivamente possibile in che misura e a chi spetteranno effettivamente tali fondi.