Mercati obbligazionari cauti in chiusura di settimana, dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro Usa del mese di ottobre, con i salari nettamente al di sotto del consensus, generando dubbi sull'andamento dell'inflazione negli Stati Uniti. Guardando ai rendimenti, il rendimento dei Btp sul tratto decennale si attesta all’1,791%, sostanzialmente in linea con la precedente chiusura a quota 1,797%, mentre il Bund a 10 anni scambia allo 0,362%, in calo rispetto allo 0,372% della chiusura di ieri. Il differenziale tra titoli italiani e tedeschi tratta poco mosso a 142,09 punti base e lo spread Btp/Bonos decennale ha toccato nuovi minimi dall’ottobre 2016 a 30 pb, dimezzandosi rispetto ai livelli di inizio ottobre scorso; il restringimento dello spread con la Spagna sembra da attribuire soprattutto a un clima di fiducia sul nostro paese, piuttosto che alla debolezza di Madrid. L’Italia beneficia dell’attuale situazione caratterizzata da tassi bassi e dalla spasmodica ricerca di rendimenti aggiuntivi. Inoltre, ancora in scia all’upgrade di S&P, il mercato pare non avere particolari timori riguardo al panorama politico italiano. Sul fronte catalano, l’annuncio degli arresti del vicepresidente e di sette ministri sembra non allarmare particolarmente gli operatori. Per quanto riguarda la politica monetaria, il membro della Bce Ewald Nowotny ha precisato che ci sono buoni motivi per cui l’Istituto di Francoforte potrebbe diminuire il programma di acquisto di asset la prossima estate o a settembre. A detta del banchiere la riduzione del ritmo degli acquisti mensili annunciata da Draghi a ottobre non può configurarsi come tapering in quanto non è stato dato alcun riferimento al termine definitivo del Qe. (riproduzione riservata)