Questo giovedì, i titoli italiani resistono abbastanza bene alla pressione delle ultime aste dell’anno sul mercato primario: stamane il Tesoro ha collocato 2 mld di euro in Ccteu aprile 2025 con un rendimento dello 0,48%, 1,5 mld in Btp agosto 2027 all’1,86%, 1 mld in Btp scadenza giugno 2027 all’1,83% e 2,4 mld in Btp scadenza agosto 2022 allo 0,66%. Si tratta dell’importo massimo su tutti i titoli ad eccezione dell’agosto 2022: la domanda è stata elevata ma probabilmente di qualità non elevatissima, considerando il calo di prezzo del bond registrato nel pre-asta sul secondario. Il tasso decennale italiano si attesta all’1,952%, in aumento dall’1,920% della chiusura di ieri. Il Bund a dieci anni rende lo 0,424%, in rialzo dallo 0,385% dell’ultima seduta. Lo spread Btp/Bund tratta a 152,22 punti base, in linea con i 152,47 della lettura precedente. Buone performance per i periferici, con differenziali rispetto alla Germania in restringimento, dato il calo del Bund. Il rischio connesso alla carta italiana potrebbe ridursi, secondo gli analisti, poiché il rapporto debito/pil dovrebbe calare: Allianz si aspetta che il rapporto scenderà dal 133% del 2016 al 121% nel 2022 e sarà appena superiore al 100% nel 2031. La Bce ha rivisto al rialzo le stime di crescita del pil Eurozona: 2,4% nel 2017, 2,3% 2018, 1,9% 2019 e 1,7% 2020; inflazione all’1,5% nel 2017, 1,4% 2018, 1,5% 2019 e 1,7% per il 2020. I rendimenti dei Treasury sono calati perché alcuni operatori stanno spostando i guadagni realizzati sull’azionario verso asset più sicuri. Anche il Governo Usa sta ultimando le emissioni dell’anno con l’asta dei Note a sette anni di oggi. I bond a scadenza lunga sono molto richiesti, con il decennale che rende il 2,4215%, in leggera risalita dal 2,4107% di ieri. (riproduzione riservata)