Lo spread Btp/Bund è in lieve espansione e tratta a 306,596 punti base, dopo che nella fase iniziale della seduta il differenziale si è avvicinato alla soglia psicologica dei 300 pb. In un report dell’agenzia di rating Moody’s si legge che il confronto tra Italia e la Commissione Europea rende “i costi di finanziamento di Roma elevati e volatili, aumentando i rischi al ribasso per crescita economica”. Gli analisti si attendono una crescita solo dell’1% a/a nel 2018 e una dell’1,3% nel 2019. Anche Bankitalia sottolinea che la bassa crescita e l’alto debito pubblico rappresentano i rischi per la stabilità finanziaria. In particolare, viene fatto notare che l’aumento dello spread sta penalizzando fortemente le banche italiane, con un peggioramento della liquidità e della patrimonializzazione. Il capitale delle banche meno significative risentirebbe di eventuali ulteriori perdite di valore dei titoli pubblici in misura maggiore rispetto a quello dei gruppi significativi. “Nel settore bancario prosegue il miglioramento della qualità del credito e il recupero della redditività”, aggiunge Palazzo Koch. Inoltre, i rendimenti dei titoli di Stato italiani hanno subito un rialzo persistente da maggio, a causa delle incertezze politiche e di bilancio, determinando la fuga degli investitori stranieri. Tanto che la quota di titoli pubblici italiani di quest’ultimi si è ridotta al 24%, la variazione negativa più alta dal secondo trimestre del 2012.
A livello europeo, l'indice Pmi per il settore manifatturiero, il cui andamento e' strettamente legato al livello di esportazioni, e' sceso di 0,5 punti a novembre, arrivando a quota 51,5. Gli analisti di Commerzbank non temono una recessione, dato che il Pmi per il settore dei servizi che rimane solido.