Lo spread Btp/Bund tratta in lieve diminuzione a 159,342 bps rispetto ai 164,742 della chiusura di ieri dopo il discorso sulla Brexit tenuto in giornata dal premier inglese, Theresa May. La Gran Bretagna ha mostrato la propria volontà di uscire in modo netto dall’Unione europea senza però nuocere ai paesi aderenti, con l’accordo finale che verrà votato in parlamento. Nel frattempo, sul debito italiano non è stata registrata alcuna tensione, con i Btp che hanno retto bene il downgrade da parte dell’agenzia di rating Dbrs. Questo è stato favorito in gran parte dalla decisione di Lch e Cc&g, le due maggiori clearing house, che hanno annunciato di voler mantenere inalterato il margine di garanzia sui titoli di stato italiani. La principale preoccupazione era legata infatti ad un possibile aumento dell’haircut applicato al debito italiano che veniva posto come garanzia presso la Bce per consentire operazioni di rifinanziamento. I Btp italiani mostrano rendimenti in lieve diminuzione su tutte le scadenze, con il decennale che oggi rende l’1,901% rispetto all’1,911% della precedente chiusura. Identica situazione sul fronte Usa, dove il Treasury Note decennale ripaga oggi il 2,333% rispetto al 2,380% della chiusura di ieri. Nel frattempo, Bankitalia ha annunciato che nel periodo compreso fra il 2010 ed il 2016, i finanziamenti alle Pmi da parte degli istituti di credito italiani hanno subito un calo di 31 miliardi. Le banche sono diventate più propense a fornire credito ad imprese di maggiori dimensioni, caratterizzate da un livello di rischiosità minore. La grande mole di Npl ha zavorrato il sistema di erogazione di nuovo credito alle Pmi, le quali non hanno potuto ottenere risorse utili a finanziare i propri piani di investimento. (riproduzione riservata)